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Progetti DEAR: un report sui risultati degli ultimi 6 anni

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La Commissione Europea ha pubblicato recentemente un Rapporto sui risultati e gli impatti dei progetti DEAR (Development Education & Awareness Raising) delle Call for proposal 2013 e 2016.

Il Report sui Progetti DEAR pone il focus su

  1. Obiettivi dei progetti e cambiamenti prodotti
  2. Partecipanti, pubblico e target coinvolti
  3. Approcci per coinvolgere il pubblico
  4. Misura in cui i processi e i risultati dei progetti hanno fornito la base per ulteriori interventi e cambiamenti duraturi

Il nostro articolo si focalizza in particolare sui punti 1 e 3, a nostro avviso i più interessanti per orientare le prossime progettazioni. Buona lettura…

 

La Call per progetti DEAR 2013 invitava a

– Promuovere tra i cittadini europei lo sviluppo della comprensione di un mondo interdipendente e della consapevolezza del loro ruolo al suo interno in termini di responsabilità e stili di vita;

– Sostenere l’impegno attivo dei cittadini nei tentativi globali di sradicare la povertà, promuovere la giustizia, i diritti umani e gli stili di vita sostenibili.

 

I progetti DEAR realizzati hanno sicuramente contribuito

  1. Alla capacità delle organizzazioni della società civile e delle autorità locali di prestare maggiore attenzione alle questioni di sviluppo globale;
  2. Allo sviluppo delle competenze delle persone affinché promuovano efficacemente lo sviluppo sostenibile;
  3. Al raggiungimento di cambiamenti in relazione alle politiche di acquisto delle imprese, al commercio globale, alle politiche fiscali e di investimento, ai curriculum scolastici, alle relazioni con le comunità locali e alla gestione delle risorse naturali;
  4. Alla creazione di cambiamenti nel comportamento dei consumatori e delle imprese;
  5. Alla creazione di uno spazio pubblico di confronto che attiri l’attenzione di cittadini e Stati membri sulle questioni di sviluppo globale.

 

…Ma rimangono ancora diversi problemi relativi al monitoraggio e alla rendicontazione dei risultati dei progetti DEAR

Come al solito, mancano le prove per una relazione diretta tra l’outreach (numero di persone raggiunte) e i risultati, in termini di sensibilizzazione reale del pubblico. Inoltre, alcuni progetti riportano solo numeri relativi al target diretto, mentre altri includono stime di quelli contattati indirettamente; risultato: in assenza di un sistema standardizzato, è difficile confrontare i progetti tra loro.

Infine, i numeri sono poco significativi perché non dicono nulla sul grado di coinvolgimento del target: ricevere o leggere un articolo di giornale risultante dall’attività di un progetto non è lo stesso che firmare una petizione o partecipare a un corso di formazione che, a sua volta, non è equivale a essere un moltiplicatore a lungo termine del progetto.

A questo proposito emerge la necessità di adottare un approccio standardizzato ed è qui che il report propone uno strumento utile: il modello della piramide del coinvolgimento di Gideon e Rosenblatt che si basa su 6 livelli per misurare il coinvolgimento del pubblico raggiunto dal progetto.

 

LIVELLO 0 – Consumatore di informazioni sul progetto o sui problemi che questo mira a risolvere:

– E’ esposto alle informazioni sull’azione

– Il contatto con l’azione è casuale, ad esempio tramite media, un evento pubblico di strada, materiale promozionale, un annuncio, una lezione o una sessione a scuola.

 

LIVELLO 1 – Spettatore/consapevolezza:

– È consapevole dell’azione e del problema con cui interagisce

– L’impegno è irregolare, ad esempio attraverso visite occasionali a un sito Web del progetto, a un blog o a una pagina di Facebook o tramite l’accesso a un report.

 

LIVELLO 2: Follower/interessato:

– È interessato all’azione/al problema e mantiene o accetta di essere tenuto aggiornato, senza ulteriore impegno

– Il contatto avviene tramite comunicazioni dirette (ad esempio tramite sottoscrizione e-mail, follower di Twitter, like Facebook). Tuttavia, al di là della partecipazione a un evento pubblico gratuito (come un’esibizione, spettacoli teatrali, discussioni pubbliche), non vi un contributo in termini di energie e impegno.

 

LIVELLO 3: Sostenitore

– Concorda ed esprime sostegno per l’azione

– Accetta di svolgere una semplice azione dopo essere entrato in contatto con il progetto, ad esempio, firma una petizione, avalla e inoltra un messaggio o un link elettronico sul progetto, partecipa a un evento che ha un costo di ingresso, prende parte a una riunione di discussione del progetto, partecipa a un workshop/seminario, o a una sessione della conferenza, cambia il comportamento di acquisto relativo a un articolo o a una gamma di articoli simili.

 

LIVELLO 4: Attivista

– Si impegna a parti di azione

– Partecipa, ad esempio, a una serie di workshop-seminari o una conferenza, aiuta a un evento del progetto, partecipa a un evento pubblico del progetto, testa idee o risorse del progetto, fa una dichiarazione pubblica di supporto personale, modifica il proprio comportamento d’acquisto rispetto a una vasta gamma di articoli.

 

LIVELLO 5: Moltiplicatore

– È impegnato nell’azione e la promuove con gli altri

– Promuove sistematicamente le questioni sollevate dal progetto nel proprio ambiente sociale o lavorativo, ad esempio, promuove il coinvolgimento nelle problematiche e nelle idee del progetto tra amici e conoscenti, tra le persone della comunità locale o sul posto di lavoro.

 

LIVELLO 6: Innovatore

– È impegnato nell’azione/nei problemi e sviluppa e implementa (nuove) idee per la sua promozione

– Lavora e si rivolge agli altri per sviluppare e implementare nuove idee per le azioni; ad esempio, introduce nuovi approcci nelle scuole, organizza attività creative/eventi mediatici, avvia incontri di lobby con i decisori, sviluppa nuove formulazioni di policy.

La piramide del coinvolgimento è solo uno dei tanti strumenti che possono aiutarci a valutare i risultati e gli impatti di un progetto di sensibilizzazione. E’ molto difficile “misurare” un aspetto tanto soggettivo come il cambiamento del pensiero/comportamento nel target, ma è sempre più fondamentale utilizzare uno standard che permetta non solo di misurare i nostri risultati, ma anche di confrontarli nel tempo con altre nostre iniziative o con quelle degli altri. Solo in questo modo sarà possibile valutare oggettivamente gli impatti e “aggiustare il tiro” nelle prossime progettazioni.

 

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La redazione di Prodos Academy
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