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La cooperazione territoriale europea: i fondi UE per progetti senza frontiere

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La cooperazione territoriale europea offre agli enti pubblici e alle organizzazioni private l’opportunità di progettare azioni sinergiche a livello europeo per favorire la crescita e lo sviluppo dei territori in una pluralità di settori: innovazione tecnologica, energia, ambiente, occupazione, patrimonio culturale, per citarne solo alcuni.

 

Quale tipo di progetti si possono presentare nell’ambito della cooperazione territoriale?

Gli ambiti di intervento sono molti, ma i progetti devono avere un comune denominatore: offrire soluzioni ai problemi e alle sfide che riguardano in maniera trasversale le diverse regioni dell’Unione, favorendo la condivisione di idee, lo scambio di buone pratiche  e la collaborazione strategica fra Stati.

 

I programmi della cooperazione territoriale sono finanziati attraverso fondi diretti o indiretti?

I programmi della cooperazione territoriale europea, definiti INTERREG, rientrano negli strumenti finanziari UE a gestione indiretta e sono sostenuti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Ogni programma, infatti, ha una autorità di gestione nazionale che si occupa di programmare gli interventi, emanare i bandi, selezionare e monitorare i progetti.

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Le opportunità di finanziamento per la cooperazione territoriale europea

Passiamo adesso alle opportunità di finanziamento attualmente disponibili nell’ambito della cooperazione territoriale europea.

 

INTERREG EUROPE: aperto il quarto e ultimo bando

L’ultimo bando INTERREG scade il 22 giugno e dispone di uno stanziamento di 74 milioni di euro di fondi FESR.

Il cofinanziamento FESR potrà coprire il 75% o l’85% dei costi ammissibili del progetto a seconda dello status dei partner UE coinvolti: per gli enti pubblici la copertura è dell’85%, per gli enti privati no-profit la quota di co-finanziamento è del 75%. Inoltre, per i partner pubblici italiani il restante 15% di cofinanziamento sarà a carico del Fondo di rotazione nazionale, ai sensi della Delibera CIPE n.10 del 28 gennaio 2015.

 

Le novità del nuovo bando Interreg Europe

1) Il partenariato deve includere almeno un partner proveniente da tre delle quattro regioni in cui è stata suddivisa l’area eleggibile del programma (lo scopo è quello di evitare partenariati che, come copertura geografica, potrebbero ricordare aree di cooperazione transnazionali o transfrontaliere);

2) Sarà eliminata dalla Partner Declaration l’indicazione dell’importo del cofinanziamento dei partner, che dovrà essere inserito solamente online;

3) La fase 2 (monitoraggio dell’Action Plan previsto dal programma) viene ridotta da due a un anno e le spese dovranno essere rendicontate forfettariamente per ciascun policy instrument/Action Plan.

 

Quali sono le linee di intervento del bando INTERREG EUROPE?

Il bando intende migliorare l’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale sostenendo progetti di cooperazione interregionale sui 4 Assi del programma e i relativi obiettivi specifici. Ciascuna proposta dovrà riguardare solamente uno degli obiettivi specifici indicati:

Asse 1 – Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione.

Asse 2 – Migliorare la competitività delle PMI.

Asse 3 – Sostenere la transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio.

Asse 4 – Preservare e tutelare l’ambiente e promuovere un uso efficiente delle risorse.

 

Chi può partecipare al bando INTERREG EUROPE?

– Autorità pubbliche nazionali/ regionali/locali;

– Altre organizzazioni responsabili della definizione ed attuazione di policy instrument regionali;

– Organizzazioni no-profit private (con personalità giuridica).

 

Alcuni consigli pratici per tutti coloro che sono interessati a partecipare al bando:

  • Innanzitutto, consultate la banca dati dei progetti già finanziati (le proposte approvate nei primi tre bandi INTERREG sono state 184): conoscere le caratteristiche dei progetti che hanno vinto ci serve a definire meglio gli aspetti innovativi del nostro progetto.
  • In secondo luogo, focalizzatevi su aree tematiche finora poco rappresentate nei precedenti bandi, in particolare: qualità dell’acqua, gestione dei rifiuti, energie rinnovabili.
  • Infine, coinvolgete almeno un partner proveniente da territori e/o regioni poco rappresentate (potete consultare QUI la lista completa).

Le candidature devono essere presentate in inglese, utilizzando l’apposito sistema online (www.iOLF.eu).

L’Autorità di Gestione per questo programma è la Francia – Consiglio regionale Nord-Pas de Calais.

Area geografica coinvolta:

Nord: Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia.

Sud: Croazia, Cipro, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna.

Est: Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia.

Ovest: Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Svizzera, Regno Unito.

 

Programma ADRION: secondo bando dedicato alla regione Adriatico-Ionica.

Resterà aperta fino al 26 giugno 2018 la seconda call del Programma di Cooperazione Territoriale Europea “Adriatico-Ionio 2014/2020” (ADRION), con un budget complessivo di oltre 40 milioni di euro.

Il cofinanziamento UE (da fondi FESR e IPA II) copre fino all’85% dei costi totali ammissibili del progetto per un massimo di 2.500.000 euro. Per i partner pubblici italiani il restante 15% di cofinanziamento è a carico del Fondo di rotazione nazionale.

 

Quali sono gli obiettivi del bando?

Il bando è focalizzato sull’Asse prioritario 2 “Regione sostenibile”. Questo Asse si concentra sul patrimonio naturale e culturale dell’Area Adriatico-Ionica e mira a promuovere la sostenibilità del turismo, la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e la protezione dell’ambiente.

In particolare, i progetti presentati dovranno riguardare le seguenti tematiche:

Obiettivo Specifico 2.1: Promuovere la valorizzazione sostenibile e la conservazione di beni naturali e culturali come beni di crescita nell’area Adriatico-Ionica.

o Topic 1: preservare, capitalizzare e innovare il patrimonio culturale e naturale.

o Topic 2: Monitorare, valutare e mitigare la pressione ambientale e sociale per e dal turismo.

Obiettivo Specifico 2.2: Rafforzare la capacità di affrontare a livello transnazionale vulnerabilità ambientale, frammentazione e salvaguardia degli ecosistemi nell’area Adriatico-Ionica.

o Topic 1: Attuare attività di ricerca e valutazione per proteggere e gestire paesaggi e habitat terrestri e marittimi, compresa la sensibilizzazione e l’educazione ambientale.

o Topic 2: Gestire e prevenire la diffusione dell’inquinamento.

o Topic 3: Gestire e prevenire i rischi naturali e causati dall’uomo.

 

Area geografica coinvolta

Il programma interessa i territori di 4 Stati membri UE: Grecia, Croazia, Slovenia, Italia (con 12 regioni e 2 province: Lombardia, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche). Ad essi si aggiungono i Paesi IPA: Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia.

Ciascun progetto deve coinvolgere almeno 6 partner provenienti da 6 diversi Paesi del Programma, di cui almeno 4 partner di 4 diversi Stati UE e almeno 2 partner di 2 diversi Paesi IPA. Il partenariato può includere al massimo 2 partner dello stesso Paese. La partnership di progetto può essere costituita da massimo 16 partner.

Beneficiari

  • Enti pubblici locali, regionali e nazionali, compreso GECT e associazioni di enti pubblici.
  • Organismi di diritto pubblico e loro associazioni.
  • Enti privati, compreso imprese.
  • Organizzazioni internazionali.

L’Autorità di Gestione per l’Italia è la Regione Emilia-Romagna.

 


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Link utili:

Database progetti finanziati Interreg

Bando e modulistica Interreg Europe

Bando e modulistica ADRION – 2nd call

Interreg – Programme Manual 2018

 

Leggi anche:

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