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Innovazione sociale in Europa2020 e sfide future

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L’attenzione dell’Unione Europea per l’innovazione sociale è evidente in diverse linee di finanziamento europee, da Horizon 2020 ai fondi strutturali, passando per programmi specifici come l’EaSI, EU Programme for Employment and Social Innovation.

Che si tratti di un’impresa for profit o un’associazione o cooperativa sociale, chiunque può innovare. Ma quando si parla d’innovazione sociale si cerca un perché attorno a tre dimensioni: la capacità di introdurre un’innovazione, la capacità di rispondere a un bisogno sociale insoddisfatto e la capacità di trasformare le relazioni sociali alla base di quel bisogno.

Budget e rendicontazione dei progetti europei (1)

L’Europa in questo momento è chiamata ad affrontare complesse sfide economiche e sociali su scala globale dovute alla crescita della concorrenza, dalla dinamicità dello sviluppo tecnologico, ai cambiamenti demografici e climatici.

Per questo l’innovazione sociale è tra i temi al centro delle politiche europee già dal Consiglio di Lisbona e oggi all’interno della strategia Europa 2020 dell’Unione Europea con l’intento  di aiutare le regioni e le autonomie locali a sviluppare piani innovativi di politiche sociali.

Per il 2014-2020, l’innovazione sociale è stata integrata esplicitamente nei regolamenti dei fondi strutturali e viene individuata tra i principali strumenti per perseguire una serie di obiettivi economici e sociali per  una crescita  “intelligente” (conoscenza e innovazione), “inclusiva” (occupazione e coesione sociale),  “sostenibile”.

Tra le iniziative lanciate dalla Commissione l’ “Unione dell’innovazione” – il cui obiettivo è adottare un nuovo approccio strategico in materia di innovazione – e la “Piattaforma europea contro la povertà”, in cui uno dei cinque assi è dedicato a “stimolare l’innovazione sociale sulla base di esperienze concrete ” e costituisce la base di un impegno comune da parte degli Stati membri, delle istituzioni dell’Ue e dei principali soggetti interessati a combattere la povertà e l’esclusione sociale.

 

I FONDI STRUTTURALI

Il fondo sociale europeo (FSE)

Il FSE cofinanzia progetti mirati di aiuto alle persone vulnerabili e svantaggiate più lontane dal mercato del lavoro (il cui accesso al lavoro è ostacolato da problemi quali la mancanza di formazione, la disabilità o la discriminazione) nonché ai disoccupati di lungo periodo, ai lavoratori più anziani e alle persone che hanno perso il lavoro.

Il FSE incoraggia e supporta imprese sociali innovative e progetti proposti da organizzazioni non governative ed altri attori dell’economia sociale. Per essere finanziate, tali iniziative dovrebbero essere efficaci e dimostrabili.

Inoltre, nella programmazione 2014-2020 per la prima volta i fondi strutturali intervengono a supporto delle politiche di inclusione sociale: il Fondo Sociale Europeo infatti contribuisce a co-finanziare il Programma Operativo Nazionale (PON) Inclusione che mira a definire i livelli minimi di alcune prestazioni sociali, affinché queste siano garantite in modo uniforme in tutte le regioni italiane, superando l’attuale disomogeneità territoriale.

 

Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)

Il FESR contribuisce allo sviluppo regionale finanziando investimenti nella ricerca, nello sviluppo, nell’innovazione e sviluppo sostenibile. Il fondo include le imprese sociali tra le priorità di investimento per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà, prevedendo specifiche priorità per le imprese sociali tramite:

  • la promozione di piattaforme, virtual hub, diffusione della banda larga, ecc.;
  • l’implementazione di nuovi strumenti finanziari, quali social impact bonds, fondi di garanzia, microcredito;
  • il supporto alla creazione di nuove imprese sociali e di incubatori dedicati all’innovazione, co-working;

Ugualmente nei fondi SIE (Strutturali e di Investimento Europei), i più rilevanti tra i Fondi UE, l’innovazione sociale è stata inserita all’interno dell’Accordo di Partenariato sottoscritto da Italia e la Commissione.

 

I PROGRAMMI

Easi (Employment and Social Innovation)

Oltre ai fondi strutturali, concorre alla promozione della innovazione sociale il Programma EaSI (Employment and Social Innovation) che supporta gli Stati membri nella predisposizione di riforme per l’impiego e per il sociale anche attraverso l’apprendimento reciproco, la creazione di network e l’individuazione e la disseminazione di buone prassi e metodologie.

Il programma, operativo dal 1° gennaio 2014 dispone di una dotazione complessiva  di 919.469.000 euro e riunisce 3 programmi gestiti separatamente nel 2007-2013: Progress, Eures, Progress Microfinance. Easi è articolato in tre assi:

  • l’innovazione, le riforme del welfare e il coinvolgimento della società civile;
  • il lavoro e la mobilità dei lavoratori;
  • la microfinanza e l’impresa sociale.

Le priorità sono la lotta alla disoccupazione, il sistema di protezione sociale, il miglioramento delle condizioni di lavoro, il sostegno alle start-up, la lotta alla violenza e la salute pubblica.

 

Horizon2020

Il Programma Horizon 2020, che incoraggia la ricerca scientifica e fornisce risposte alle principali tematiche sociali, quali la salute, il welfare, la qualità del cibo, la sicurezza, l’energia pulita ed efficiente, i trasporti intelligenti ed integrati, la coesione sociale, prevede azioni specifiche di innovazione sociale.

In particolare, promuove nuove tipologie di intervento e nuovi modelli organizzativi nell’ambito del sociale tramite approccio sistemico per testare modelli nuovi e sostenibili e particolare attenzione alle seguenti condizioni:

  • comportamenti, culture, valori e motivazioni
  • cambiamento di paradigma nei modelli di governo e organizzazione;
  • approccio collaborativo (co-creazione, open innovation);
  • ICT come un attivatore di nuovi processi;
  • nuovi indicatori e metodologie di misurazione (PIL beyond, benessere, …).

 

Bilancio UE post 2020: più fondi per il sociale

Tra le novità del bilancio UE 2021-2027, il Fondo Sociale Europeo Plus. Attraverso lo stanziamento di 101,2 miliardi di euro, la quota FSE+ del bilancio globale della politica di coesione passerebbe dall’attuale 23% dei Fondi strutturali al 27%, rappresentando il principale strumento dell’UE per investire nelle persone e attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali.

 

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