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19 aprile 2019
Europa Digitale: il nuovo Programma 2021-2027 dell’UE

L’Europa ha deciso. Per rimanere competitivi e stare al passo di Stati Uniti, Cina e Giappone, è necessario investire nelle capacità digitali strategiche. La Commissione europea ha quindi proposto di istituire all’interno della programmazione 2021-2027 un nuovissimo programma, Europa Digitale, a cui saranno destinati 9,2 miliardi di euro e che rientrerà nel capitolo “Mercato unico, innovazione e agenda digitale” della proposta di bilancio a lungo termine dell’UE. Inoltre, altri fondi supplementari permetteranno all’UE di investire maggiormente nell’economia e nella società digitale.

La struttura di Europa Digitale

La proposta della Commissione è articolata in questo modo:

Supercomputer: il programma intende finanziare progetti di sviluppo e rafforzamento delle capacità di supercalcolo e trattamento dei dati con 2,7 miliardi di euro, ritenendoli fondamentali per lo sviluppo di molti settori, dall’assistenza sanitaria alle energie rinnovabili, dalla sicurezza dei veicoli alla ciber sicurezza. Per quanto riguarda questo ambito, il programma mira a sviluppare un’infrastruttura di dati e supercomputer di livello mondiale con capacità a esascala (velocità di calcolo di 1000 petaflop o più) entro il 2022/2023 e strutture di calcolo post esascala entro il 2026/2027. In questo modo l’UE sarà dotata di un proprio parco tecnologico autonomo e concorrenziale che le permetterà di raggiungere l’eccellenza in applicazioni di supercalcolo ampliandone allo stesso tempo la disponibilità e l’utilizzo.

Intelligenza artificiale: si prevede lo stanziamento di 2,5 miliardi di euro per continuare a diffondere l’intelligenza artificiale in ambito economico e sociale. Il proposito è quello di stimolare gli investimenti per sfruttare al massimo l’intelligenza artificiale al servizio di autorità pubbliche e imprese. Inoltre, la proposta della Commissione prevede la creazione di “biblioteche europee” di algoritmi accessibili a tutti, per aiutare i settori pubblico e privato a individuare e acquisire le soluzioni più adatte alle loro esigenze.

Cibersicurezza e fiducia: la Commissione intende investire 2 miliardi di euro nella salvaguardia dell’economia digitale, della società e delle democrazie dell’UE attraverso progetti di ciberdifesa e cibersicurezza dell’industria, finanziando attrezzature e infrastrutture d’avanguardia.

Competenze digitali: si stanzieranno 700 milioni di euro per assicurare che attualmente e in futuro i lavoratori abbiano la possibilità di acquisire senza difficoltà le competenze digitali con corsi di formazione e tirocini. Infatti, attraverso i Digital Innovation Hub, si svolgeranno programmi mirati per aiutare le PMI e le amministrazioni pubbliche a fornire al proprio personale le competenze avanzate necessarie per poter accedere alle nuove opportunità e conoscenze dell’era digitale.

Garantire un vasto uso delle tecnologie digitali nell’economia e nella società: per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici e la loro interoperabilità a livello europeo sono stati previsti 1,3 miliardi di euro. Il finanziamento faciliterà l’accesso delle imprese, soprattutto delle PMI, alla tecnologia e al know-how. I Digital Innovation Hub permetteranno alle PMI e alle amministrazioni pubbliche di accedere a competenze tecnologiche e strutture di sperimentazione; inoltre, verrà offerta loro una consulenza per valutare meglio la fattibilità economica dei progetti di trasformazione digitale.

L’obiettivo di Europa Digitale

L’obiettivo principale di Europa Digitale è, dunque, plasmare la trasformazione digitale dell’Europa a vantaggio dei cittadini e delle imprese. La proposta della Commissione rappresenta il primo programma digitale paneuropeo e costituisce un passo importante per rafforzare la leadership mondiale dell’Europa nel conseguimento della trasformazione digitale. Il nuovo programma opererà in modo interdipendente con Orizzonte Europa, basandosi sui risultati ottenuti dagli investimenti in ricerca e innovazione per creare le infrastrutture necessarie e sostenere la diffusione e il rafforzamento delle capacità che, a loro volta, forniranno input alla ricerca.

 

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