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15 aprile 2019
Migrazione e frontiere: la nuova Programmazione 2021-2027

Durante la crisi dei rifugiati del 2015 e del 2016, l’assistenza finanziaria e tecnica fornita dall’UE agli Stati membri si è rivelata fondamentale. Per evitare di farsi cogliere impreparata negli anni a venire, la Commissione ha proposto di triplicare i finanziamenti per la migrazione e la gestione delle frontiere portandoli a 34,9 miliardi di euro, rispetto ai 13 miliardi del periodo precedente. Questo imponente stanziamento di risorse evidenzia come per Bruxelles la questione costituisca un tema di primaria importanza.

Protezione delle frontiere esterne dell’UE

Secondo la Commissione una protezione efficace delle frontiere esterne dell’Unione Europea risulta essenziale per gestire la migrazione, la sicurezza interna e mantenere l’area Schengen senza controlli alle frontiere interne. La proposta della Commissione prevede dunque di assegnare 21,3 miliardi di euro per la gestione delle frontiere e la  creazione di un nuovo Fondo per la gestione integrata delle frontiere (IBMF – Integrated Border Management Fund) per il quale saranno messi a disposizione oltre 9,3 miliardi di euro.

Le principali caratteristiche del nuovo fondo IBMF dovranno essere:

a) una giusta serie di priorità:

  • Rafforzamento delle frontiere esterne dell’Europa: il nuovo Fondo verrà istituito per proteggere al meglio le frontiere dell’UE con la predisposizione della guardia di frontiera e costiera europea, verifiche sistematiche alle frontiere e nuovi sistemi informatici su larga scala ed interoperabili, incluso un futuro sistema di ingressi e uscite. I finanziamenti verranno destinati alla lotta contro il traffico di migranti e contro la tratta degli esseri umani, così come all’intercettazione e al fermo delle persone che costituiscono delle minacce, al sostegno alle operazioni di ricerca e soccorso in mare, alle attrezzature e alla formazione delle guardie di frontiera e all’apporto di un rapido supporto operativo agli Stati membri sotto pressione;
  • Una politica in materia di visti più solida e più efficace: il Fondo garantirà anche che la politica dell’UE continui a evolversi e modernizzarsi in materia di visti, così da rafforzare la sicurezza e al tempo stesso attenuando i rischi di migrazione irregolare.

b) Sostegno agli Stati membri: il nuovo Fondo destinerà 4,8 miliardi di euro a finanziamenti a lungo termine per sostenere le misure adottate dagli Stati membri in materia di gestione delle frontiere e politiche sui visti. I finanziamenti saranno proporzionati alle esigenze degli Stati membri. Infatti, ognuno di questi riceverà una somma fissa di 5 milioni di euro, mentre il resto verrà ripartito sulla base del carico di lavoro, della pressione e del livello di minaccia alle frontiere esterne marittime e terrestri, negli aeroporti  e negli uffici consolari.

c) Una risposta flessibile e rapida: saranno stanziati 3,2 miliardi di euro a sostegni mirati per gli Stati membri, a progetti a livello dell’UE e ad affrontare necessità urgenti. L’IBMF permetterà di utilizzare finanziamenti in una modalità più flessibile rispetto al passato per affrontare situazioni di emergenza ed eventuali nuove priorità.

d) Migliori attrezzature per il controllo doganale alle frontiere esterne: saranno destinati 1,3 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri nell’acquisto, nella manutenzione e nella sostituzione di attrezzature doganali di punta.

e) Rafforzamento delle agenzie incaricate della gestione delle frontiere dell’UE: verranno destinati più di 12 miliardi di euro per rafforzare ulteriormente l’Agenzia Europea della guardia di frontiera e costiera ed EU-LISA.

Migrazione: sostenere una politica solida, realistica ed equa

Per gestire la drammatica situazione migratoria che caratterizza il nostro tempo la Commissione ha proposto di aumentare i finanziamenti per la migrazione del 51%, così da raggiungere i 10,4 miliardi di euro nel quadro del nuovo Fondo Asilo e Migrazione (Asylum and Migration Fund – AMF). I settori chiave che il Fondo sosterrà saranno: asilo, migrazione legale e integrazione, lotta alla migrazione illegale e rimpatrio.

Le caratteristiche del nuovo Fondo sono le seguenti:

a) Una giusta serie di priorità. Infatti, il nuovo Fondo continuerà ad apportare un sostegno fondamentale ai sistemi di asilo nazionali e dedicherà rinnovata attenzione a individuare le questioni più urgenti verso cui destinare i finanziamenti dell’UE, come:

  • un sistema europeo comune di asilo più solido e più efficace: saranno rafforzati e sviluppati tutti gli aspetti del sistema europeo comune di asilo, compresa la sua dimensione esterna;
  • un maggiore sostegno per la migrazione legale e l’integrazione: per sostenere l’integrazione precoce dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano legalmente nell’UE verranno destinate maggiori risorse, completate dal Fondo di coesione per l’integrazione socioeconomica a lungo termine;
  • rimpatri più rapidi e più frequenti: si sosterrà la lotta contro la migrazione irregolare con un approccio più coordinato, in modo da migliorare l’efficacia dei rimpatri e intensificare la cooperazione con i Paesi terzi in materia di riammissione;

b) Sostegno agli Stati membri: si destineranno 6,3 miliardi di euro a finanziamenti a lungo termine per sostenere gli Stati membri nella gestione della migrazione, in funzione delle loro esigenze. A metà percorso verrà eseguito un riesame per tenere conto di nuove ed eventuali pressioni. Ciascuno Stato membro riceverà 5 milioni di euro e il resto sarà ripartito sulla base di una valutazione delle pressioni da affrontare e tenendo conto delle proporzioni nell’ambito dell’asilo (30%), della migrazione legale e dell’integrazione (30%) e del rimpatrio (40%);

c) Migliore preparazione: verranno riservati 4,2 miliardi di euro per il sostegno mirato agli Stati membri per progetti con un reale valore aggiunto europeo o per rispondere a necessità urgenti e far pervenire i finanziamenti di emergenza agli Stati membri nel momento e nel luogo del bisogno;

d) Maggiore coordinamento tra gli strumenti di finanziamento dell’UE: il Fondo Asilo e migrazione verrà integrato da specifici fondi aggiuntivi nell’ambito degli strumenti di politica estera dell’UE, in modo da rafforzare la cooperazione in materia di migrazione con i Paesi partner anche per gestire il problema dell’immigrazione irregolare, migliorare le opportunità nei Paesi d’origine e rafforzare la cooperazione in tema di rimpatrio, riammissione e migrazione regolare;

e) Rafforzamento delle agenzie dell’UE: verranno destinati 900 milioni al rafforzamento della nuova Agenzia dell’Unione Europea per l’asilo.

In conclusione

Sembra proprio che l’Unione europea non voglia lasciare nulla al caso. La proposta della Commissione costituisce una chiara risposta agli Stati più coinvolti in materia di migrazione, mobilità e sicurezza: prevede, infatti, strumenti di finanziamento molto più flessibili e pone la protezione delle frontiere al centro del nuovo bilancio. L’aumento di risorse si può, quindi, interpretare come una sorta di azione preventiva da parte dell’UE in vista delle sfide future che sarà necessario affrontare riguardo a questo tema così delicato.

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