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18 settembre 2017
Europa Creativa: 10 consigli pratici per partecipare al programma europeo per la cultura

E’ online il nuovo bando di Europa Creativa che finanzia progetti di cooperazione europea nel settore cultura e creatività, con l’obiettivo di migliorare la capacità delle imprese culturali di cooperare a livello transnazionale e sviluppare nuovi modelli di business.

Il bando quest’anno introduce un’importante novità: oltre a finanziare progetti di cooperazione su piccola e larga scala, contiene una misura specifica a sostegno di iniziative dedicate a celebrare il 2018 – Anno europeo del patrimonio culturale. I progetti che rientrano in questa categoria dovranno contribuire a valorizzare il patrimonio culturale e a sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori fondanti dell’Europa, rafforzando il senso di appartenenza ad uno spazio culturale comune.

Per i progetti di cooperazione tradizionali la scadenza è fissata per il 18 gennaio 2018. Per i progetti collegati all’Anno europeo del patrimonio culturale, invece, i termini per presentare la domanda di finanziamento scadono il 22 novembre 2017.

Ecco alcuni consigli pratici per tutti coloro che sono interessati ad accedere ai fondi europei per la cultura nell’ambito del programma Europa Creativa:

  1. Analizziamo le priorità

Il programma Europa Creativa copre 18 diversi settori e offre 4 programmi speciali: traduzioni letterarie, networks, piattaforme e progetti di cooperazione. Innanzitutto analizziamo le nostre priorità e valutiamo se sono in linea con i valori generali che ispirano il Programma: mobilità, approcci innovativi al funzionamento delle istituzioni e del settore culturale, promozione del pubblico, sviluppo delle competenze, sviluppo di nuovi modelli di business culturale.

  1. Superiamo i confini nazionali

Per partecipare al programma Europa Creativa non basta avere un’idea brillante. Bisogna inserirla nel contesto europeo. Le organizzazioni che intendono accedere ai fondi europei per la cultura devono “guardare oltre” i confini nazionali e cooperare con gli altri Stati europei. E’ importante anche spiegare alla Commissione in che misura il nostro progetto guarda all’Europa e quale valore aggiunto la mobilità transnazionale porta sia al progetto che al settore culturale in generale.

  1. Puntiamo su una “visione strategica”

Prima di presentare un progetto nell’ambito di questo programma domandiamoci: “Vogliamo lavorare in modo più efficace come organizzazione? Vogliamo rafforzare la nostra capacità istituzionale in una specifica area culturale?”. In altre parole, dobbiamo avere una “strategia di sviluppo” e saperla illustrare ai valutatori, spiegando con chiarezza come desideriamo realizzarla nel lungo periodo e in che modo il contributo europeo ci aiuterà a farlo.

  1. Collaboriamo

Qualunque sia il programma al quale parteciperemo – fatta eccezione per le traduzioni letterarie – dobbiamo individuare i partner europei con i quali condividere il nostro progetto. L’idea di fondo è che attraverso la cooperazione sia possibile trasferire competenze, metodi e conoscenze per aumentare le opportunità di lavoro, favorire l’accesso a nuovi mercati, raggiungere nuovi pubblici. I progetti di cooperazione non sono la semplice somma di iniziative nazionali, ma richiedono un valore aggiunto europeo.

  1. Scegliamo i partner adatti al nostro progetto

Se non abbiamo già avviato collaborazioni con altri Paesi europei in precedenti esperienze progettuali, un ottimo metodo per prendere contatti con potenziali partner ed evitare gli imprevisti di un “appuntamento al buio” è quello di partecipare a giornate informative ed eventi internazionali, come il Forum Europeo della Cultura , l’appuntamento biennale più importante organizzato dalla Commissione Europea in ambito culturale: un’opportunità fondamentale di networking con enti che operano nel nostro stesso campo e hanno competenze o esperienze complementari alle nostre; consultiamo periodicamente il database dei progetti finanziati presente sul sito del Creative Europe Desk nazionale; registriamo la nostra organizzazione nel database del Programma, in modo tale da poter essere intercettati da soggetti di altri Paesi interessati ad una eventuale collaborazione.

  1. Cerchiamo ulteriori fonti di finanziamento

I fondi europei per la cultura non finanziano mai la totalità delle spese sostenute dai beneficiari della sovvenzione. La percentuale del co-finanziamento UE non supera il 50%-60% del budget, questo vuol dire che  siamo tenuti a finanziare in parte il nostro progetto  utilizzando risorse personali o quelle dei nostri partner. Questo limite, tuttavia, non deve scoraggiarci. Se non abbiamo le risorse per auto finanziarci possiamo chiedere un contributo ad enti pubblici e/o privati (ad es. fondi regionali, nazionali, erogazioni da parte di fondazioni, etc.). E’ anche possibile utilizzare gli introiti derivanti dalle attività progettuali per coprire parte delle spese (biglietti di ingresso a concerti, mostre, vendita di gadget, e così via).

  1. Costruiamo il nostro pubblico

L’audience development (AD) è una delle priorità del programma Europa Creativa e identifica un processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico. Il programma promuove progetti che favoriscano la cooperazione con scuole e università per aumentare l’interesse di fasce di pubblico sempre più ampie nei confronti della cultura e migliorare la fruibilità dei prodotti culturali attraverso metodi e approcci innovativi, nuovi stili di comunicazione, e così via.

  1. Rendiamo accessibile la cultura

I fondi europei per la cultura promuovono e sostengono una cultura accessibile a tutti, con particolare riguardo ai gruppi svantaggiati e alle categorie con bisogni speciali: disabili, anziani, abitanti delle periferie urbane, migranti, etc. Ricordiamoci che l’utilizzo delle nuove tecnologie e la digitalizzazione sono uno strumento prezioso per ampliare l’offerta culturale e rimuovere le barriere esistenti, con un enorme impatto sia sulla produzione che sulla distribuzione dei prodotti culturali.

  1. Coinvolgiamo attivamente il pubblico

Europa Creativa considera il pubblico un interlocutore attivo e valuta positivamente quei progetti che coinvolgono il pubblico sia in fase di pianificazione che di realizzazione delle attività, secondo un approccio cosiddetto “bottom-up”: tener conto dei bisogni e delle aspettative del nostro gruppo target ci aiuta a sviluppare un progetto capace di generare risultati concreti e tangibili, con maggiori probabilità di essere finanziato.

  1. Comunichiamo in modo strategico

La comunicazione del progetto e la diffusione dei suoi risultati sono uno dei criteri-chiave con cui la Commissione Europea valuta le proposte. Dedichiamo del tempo per pianificare la nostra strategia di comunicazione. Nella stesura della proposta dobbiamo indicare con chiarezza quali risultati ci aspettiamo dal nostro piano di comunicazione e gli indicatori quali-quantitativi per misurare i risultati attesi.

È ora disponibile sulla nostra piattaforma digitale il nuovo corso Fondi europei per cultura e creatività, rivolto agli operatori del settore, in cui si offre una panoramica sui finanziamenti europei dedicati alla cultura e vengono forniti consigli pratici e metodologici per la stesura dei progetti.

 

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La Redazione di Prodos Academy 

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